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Salvalarte - Amalfi sommersa

Con Salvalarte ci piace concentrarci in modo particolare sui beni culturali definiti minori, ovvero fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al grande pubblico, ma non per questo meno importanti.

Un patrimonio inestimabile che soffre spesso di incuria e abbandono proprio perchè poco conosciuto.

Uno degli obiettivi fondamentali della campagna, oltre l'informazione e la sensibilizzazione, è individuare e segnalare territorio per territorio le opere a rischio, avviando nel contempo i complessi meccanismi per il loro recupero.

Un’introduzione necessaria

Amalfi ha sempre avuto uno stretto legame con il suo mare: quel mare che fu motivo di grande potenza al tempo della Repubblica Marinare e che, insieme ad un paesaggio dalla bellezza incomparabile, è, oggi, elemento di richiamo per i turisti.

In pochi, però, sanno che il mare di Amalfi è stato, ed è tuttora, custode di un pezzo di storia antica della città: adagiati, infatti, sul fondale marino vi sono i resti di quelle che furono le antiche mura portuali della prima tra le Repubbliche Marinare.

È, questa, una delle ragioni per cui il Circolo Legambiente Vivi la Natura di Amalfi ha scelto di dedicare ampie risorse al tema in questione, allo scopo di elaborare una concreta proposta progettuale per valorizzare l'area interessata dai ritrovamenti. Non deve, infatti, cadere nell'oblio ciò che contribuì alla grandezza della perla della Divina Costa: i resti sommersi dell'antico porto furono testimoni delle partenze e degli arrivi delle galee che, sotto il simbolo della croce ad otto punte, viaggiarono in tutto il mondo, consegnando alla storia e alla leggenda il nome di Amalfi.

 Per approfondimenti:

Studi e ritrovamenti (documento PDF)

Analisi e ricostruzione (documento PDF)

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